{id:39474,date:2025-07-29T09:36:01,date_gmt:2025-07-29T09:36:01,guid:{rendered:https:\/\/www.hunimed.eu\/news\/giornata-mondiale-contro-le-epatiti-informare-per-prevenire-agire-per-guarire-2\/},modified:2025-10-14T03:39:49,modified_gmt:2025-10-14T03:39:49,slug:giornata-mondiale-contro-le-epatiti-informare-per-prevenire-agire-per-guarire,status:publish,type:post,link:https:\/\/www.hunimed.eu\/it\/news\/giornata-mondiale-contro-le-epatiti-informare-per-prevenire-agire-per-guarire\/,title:{rendered:Giornata mondiale contro le epatiti: informare per prevenire, agire per guarire},content:{rendered:\n
La Giornata Mondiale contro le Epatiti<\/strong>, che si celebra ogni anno il 28 luglio, \u00e8 stata istituita dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0<\/strong> (OMS) nella ricorrenza della nascita del ricercatore Baruch Blumberg, premio Nobel per aver identificato il virus dell\u2019epatite B (HBV) e sviluppato il primo vaccino. \u00c8 un\u2019occasione fondamentale per accendere i riflettori su un gruppo di malattie silenziose ma potenzialmente gravi, che ogni anno colpiscono milioni di persone in tutto il mondo. Eppure, con la prevenzione, la vaccinazione, gli screening e i trattamenti, molte forme di epatite si possono evitare, curare e anche guarire. Vaccinarsi, seguire un\u2019alimentazione equilibrata, evitare il consumo di alcol e aderire agli screening gratuiti messi a disposizione dal Servizio sanitario nazionale sono gesti semplici ma essenziali per proteggere il fegato e la propria salute.<\/p>\n\n\n\n In Italia, si stima che siano 250mila le persone con epatite virale B e circa 300mila con epatite C1<\/sup>. Questi sono numeri importanti, ma in discesa rispetto a 10 anni fa. La ragione di questo cambio di tendenza \u00e8 stato il grosso impatto che ha avuto la disponibilit\u00e0 dei farmaci antivirali per l\u2019epatite C che ha permesso di guarire oltre 250mila persone. Inoltre, nel 1991 siamo stati tra i primi Paesi a rendere obbligatoria (L.165\/1991) la vaccinazione per l\u2019epatite B per tutti i nuovi nati e per coloro che avevano compiuto 12 anni all\u2019epoca. <\/p>\n\n\n\n In concomitanza con la giornata mondiale contro le epatiti \u00e8 stato pubblicato \u201cThe Lancet Commission on Addressing the Global Hepatocellular Carcinoma Burden: Comprehensive Strategies from Prevention to Treatment<\/a>\u201d<\/strong>,<\/em> (La commissione di The Lancet sul carcinoma epatocellulare: strategie globali dalla prevenzione alla cura)2<\/sup>. \u00c8 un documento programmatico, che offre una fotografia dettagliata dello stato dell\u2019arte sull\u2019epatocarcinoma, che tratta anche dei fattori di rischio, dell\u2019eziologia ed \u00e8 accompagnata da una riflessione su criticit\u00e0, strategie efficaci e prospettive future. Il tumore al fegato \u00e8 il sesto pi\u00f9 comune e la terza causa principale di mortalit\u00e0 per cancro a livello globale. Il numero di nuovi casi, quasi raddoppier\u00e0, passando da 870.000 nel 2022 a 1.520.000 nel 2050, se non verranno modificati gli attuali trend. La commissione ha stimato che il 60percento di questi \u00e8 prevenibile con il controllo dei fattori di rischio modificabili come le epatiti, grazie alla vaccinazione e ai farmaci, la Malattia epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) e il consumo di alcol.<\/p>\n\n\n\n Il carcinoma epatocellulare, il sottotipo istologico pi\u00f9 diffuso, rappresenta circa l\u201980percento di tutti i tumori primitivi del fegato. In Italia, nel 2024, sono stati stimati 12.6103<\/sup> nuovi casi di epatocarcinoma, con una prevalenza di 33.800 persone che vivono dopo aver ricevuto una diagnosi. L’incidenza \u00e8 legata alla presenza di malattie epatiche croniche, come epatite virale, danno epatico da alcol e steatosi epatica. <\/p>\n\n\n\n Tra gli autori del documento \u2013 circa cinquanta provenienti da Asia, Stati Uniti ed Europa \u2013 figura Lorenza Rimassa<\/a><\/strong>, Professoressa Associata di Oncologia Medica in °µÍø½ûÇø University e Capo Sezione Tumori Epatobiliopancreatici presso IRCCS Istituto Clinico °µÍø½ûÇø, unica italiana, chiamata per contribuire alla parte relativa alle terapie sistemiche, ovvero ai trattamenti oncologici. Il lavoro propone un approccio globale articolato lungo l\u2019intero percorso della malattia: dalla prevenzione primaria fino alle cure avanzate.<\/p>\n\n\n\n \u00abQuesta non \u00e8 una semplice sintesi di dati, ma un\u2019opera di indirizzo: un\u2019analisi critica e costruttiva di ci\u00f2 che funziona, di ci\u00f2 che \u00e8 migliorabile e delle azioni possibili per cambiare il corso della malattia \u2013 spiega Lorenza Rimassa. L\u2019obiettivo \u00e8 fornire raccomandazioni concrete, adattabili ai contesti locali, per ridurre l\u2019incidenza e migliorare la sopravvivenza dei pazienti in tutto il mondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Tra i contributi \u00e8 stato selezionato come esempio virtuoso di politica di prevenzione il programma italiano di screening per l\u2019epatite C. Un\u2019iniziativa che intercetta il problema \u201ca monte\u201d: individuare e trattare tempestivamente l\u2019infezione significa, nel lungo termine, ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare un tumore epatico. Infatti, nel 90percento dei casi, questo insorge su una malattia epatica cronica preesistente. Le cause pi\u00f9 comuni sono: epatite B, epatite C, consumo di alcol e \u2013 sempre pi\u00f9 frequentemente \u2013 la MASLD strettamente legata a obesit\u00e0, ipertensione e dislipidemia. Un\u2019epidemia silenziosa, in crescita non solo nei Paesi occidentali.<\/p>\n\n\n\n La disponibilit\u00e0 di farmaci e vaccini ha spinto l\u2019OMS a definire una strategia globale per l\u2019eliminazione dell\u2019epatite. L\u2019obiettivo, da raggiungere entro il 2030, \u00e8 ambizioso: ridurre del 90percento i nuovi casi di epatite B e C e diminuire del 65percento la mortalit\u00e0 correlata. Per l\u2019epatite B, questo traguardo \u00e8 possibile grazie al vaccino, somministrato a tutti i nuovi nati. Per l\u2019epatite C, invece, l\u2019eliminazione pu\u00f2 avvenire intercettando con gli screening i pazienti positivi e con il successivo trattamento.<\/p>\n\n\n\n \u00abLo screening dell\u2019epatite C \u00e8 disponibile gratuitamente dal 2020, su base volontaria, per i nati dal 1969 al 1989, inoltre \u00e8 compresa la popolazione carceraria e coloro che sono seguiti dal Servizio per le Tossicodipendenze\u2013 spiega Alessio Aghemo<\/a><\/strong>, Professore Ordinario di Gastroenterologia e Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, °µÍø½ûÇø University e Responsabile della UO Medicina Interna ed Epatologia in IRCCS Istituto Clinico °µÍø½ûÇø \u2013 ad oggi sono state screenate circa 2 milioni di persone, di cui quasi 15 mila sono risultate positive e 9 mila sono state curate con i farmaci antivirali ad azione diretta. L\u2019Italia ha fatto passi da gigante, infatti, \u00e8 al primo posto per pazienti trattati in Europa e al settimo nel mondo4<\/sup>. Un risultato di cui andare orgogliosi e che ci sprona a continuare in questa direzione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n