{id:37975,date:2023-09-22T07:00:35,date_gmt:2023-09-22T07:00:35,guid:{rendered:https:\/\/www.hunimed.eu\/news\/tumori-cosi-il-microbiota-intestinale-potenzia-limmunoterapia-3\/},modified:2026-03-24T09:55:42,modified_gmt:2026-03-24T09:55:42,slug:tumori-cosi-il-microbiota-intestinale-potenzia-limmunoterapia-3,status:publish,type:post,link:https:\/\/www.hunimed.eu\/it\/news\/tumori-cosi-il-microbiota-intestinale-potenzia-limmunoterapia-3\/,title:{rendered:Tumori, cos\u00ec il microbiota intestinale potenzia l\u2019immunoterapia},content:{rendered:

I risultati di una ricerca italiana pubblicati sulla rivista <\/em>Cancer Cell. <\/em>Alcuni ricercatori di °µÍø½ûÇø hanno identificato un ceppo di batteri del microbiota in grado di produrre molecole che \u201csmascherano le cellule tumorali\u201d, rendendole pi\u00f9 riconoscibili per il sistema immunitario e aumentando cos\u00ec l\u2019efficacia dell\u2019immunoterapia.<\/em><\/p>\n

Dalla ricerca sul microbiota arrivano nuove speranze per migliorare l\u2019efficacia dell\u2019immunoterapia. Secondo i risultati di uno studio guidato dalla prof.ssa Maria Rescigno<\/a><\/strong>\u00a0 \u00a0 prorettrice alla Ricerca di °µÍø½ûÇø University e responsabile del Laboratorio di Immunologia delle Mucose e Microbiota di IRCCS Istituto Clinico °µÍø½ûÇø<\/strong><\/a>, un particolare ceppo di batteri intestinali \u00e8 in grado di potenziare l\u2019effetto dell\u2019immunoterapia. I dati ottenuti sono stati pubblicati sulla rivista Cancer Cell<\/em><\/a>\u00a0 \u00a0<\/strong>.<\/p>\n

L\u2019efficacia di queste terapie \u00e8 infatti limitata dalla capacit\u00e0 del sistema immunitario di riconoscere le cellule tumorali. Sebbene questi farmaci rendano i linfociti T pi\u00f9 aggressivi contro il tumore, il loro effetto pu\u00f2 essere ridotto o addirittura annullato se le cellule del tumore riescono a nascondersi, per esempio eliminando dalla propria superficie i recettori che le identificano.<\/p>\n

\u00abIl Lactobacillus paracasei<\/em>, uno dei ceppi batterici del microbiota intestinale \u2013 spiega la prof.ssa Rescigno \u2013 si \u00e8 dimostrato capace di indurre le cellule tumorali a mostrare i propri recettori e tornare cos\u00ec \u2018visibili\u2019 al sistema immunitario. Il meccanismo \u00e8 mediato da alcuni postbiotici, sostanze prodotte dal metabolismo dei batteri\u00bb. I ricercatori hanno dimostrato, in alcuni modelli sperimentali di tumore del colon-retto e del seno, che se questi postbiotici<\/strong> sono somministrati insieme ai farmaci immunoterapici<\/strong>, sono in grado di potenziarne l\u2019efficacia<\/strong>.<\/p>\n

I risultati della ricerca, anche se per ora limitati a un contesto preclinico, aprono la strada a nuovi approcci terapeutici basati sulla combinazione tra farmaci immunoterapici gi\u00e0 approvati in clinica e postbiotici. Lo studio \u00e8 stato possibile anche grazie al sostegno di Fondazione<\/strong> AIRC<\/strong> per la ricerca sul cancro<\/strong><\/a> e di Alan Ghitis Association<\/strong><\/a>.<\/p>\n

Come il microbiota influenza l\u2019efficacia delle terapie<\/strong><\/h3>\n

Risultati di studi recenti hanno mostrato la capacit\u00e0 del microbiota intestinale di influenzare la risposta ad alcune terapie contro il cancro, tra cui le immunoterapie. Nel caso del melanoma e di altri tumori di origine epiteliale, per esempio, diversi studi suggeriscono come la composizione del microbiota possa aumentare l\u2019efficacia del trattamento.<\/p>\n

Ma perch\u00e9 il microbiota influenza l\u2019effetto delle immunoterapie? E come utilizzare queste conoscenze per potenziare le terapie a disposizione e il numero di persone che possono giovarne? Per trovare una risposta, il gruppo guidato da Maria Rescigno si \u00e8 concentrato sulle molecole prodotte dai batteri, i cosiddetti postbiotici.<\/p>\n

\u00abL\u2019interesse verso i postbiotici \u00e8 dovuto a due aspetti fondamentali \u2013 spiega Maria Rescigno \u2013. Il primo \u00e8 loro capacit\u00e0 di attraversare la barriera vascolare intestinale e quindi di influenzare in modo sistemico l\u2019organismo attraverso il sangue, di fatto mediando l\u2019azione a distanza del microbiota intestinale in altre aree del corpo; e la seconda \u00e8 che costituiscono uno strumento terapeutico pi\u00f9 preciso e potente: invece di trapiantare o modificare il microbiota \u2013 come viene fatto in alcuni studi \u2013 si agisce a valle, somministrando direttamente e solo i prodotti metabolici benefici, a volte comuni a pi\u00f9 ceppi batterici che producono per\u00f2 anche sostanze non di interesse terapeutico\u00bb.<\/p>\n