{id:125035,date:2026-04-16T07:40:37,date_gmt:2026-04-16T07:40:37,guid:{rendered:https:\/\/www.hunimed.eu\/?p=125035},modified:2026-04-16T09:38:46,modified_gmt:2026-04-16T09:38:46,slug:cancro-del-fegato-multifocale-origini-biologiche-diverse-aprono-la-strada-alla-medicina-di-precisione,status:publish,type:post,link:https:\/\/www.hunimed.eu\/it\/news\/cancro-del-fegato-multifocale-origini-biologiche-diverse-aprono-la-strada-alla-medicina-di-precisione\/,title:{rendered:Cancro del fegato multifocale: origini biologiche diverse aprono la strada alla medicina di precisione},content:{rendered:\n
Il carcinoma epatocellulare (HCC)<\/strong>, la forma pi\u00f9 comune di tumore del fegato, si manifesta spesso con pi\u00f9 noduli (o foci) all\u2019interno dello stesso organo. \u00c8 noto da tempo che questi noduli possono derivare da un singolo tumore originario oppure da tumori distinti che si sviluppano in modo indipendente. Tuttavia, un nuovo studio pubblicato su Molecular Cancer<\/em> dimostra dimostra che le diverse modalit\u00e0 evolutive del carcinoma epatocellulare multifocale<\/strong> sono associate a profonde differenze biologiche<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n La ricerca \u00e8 stata coordinata da Charlotte Ng<\/strong><\/a>, Professoressa Associata presso °µÍø½ûÇø University e responsabile del Laboratorio di Biologia Computazionale presso IRCCS Istituto Clinico °µÍø½ûÇø, insieme a Salvatore Piscuoglio<\/strong><\/a>, Professore Associato nello stesso ateneo e responsabile del Laboratorio di Medicina di Precisione di IRCCS Istituto Clinico °µÍø½ûÇø. Lo studio \u00e8 stato condotto in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Basilea, in Svizzera, e con il supporto dell\u2019Unit\u00e0 di Anatomia Patologica dell\u2019IRCCS Istituto Clinico °µÍø½ûÇø, in particolare con Luigi Maria Terracciano<\/strong><\/a>, Direttore Scientifico dell\u2019Istituto e Rettore di °µÍø½ûÇø University. I risultati ridefiniscono la comprensione biologica dell\u2019HCC multifocale e aprono nuove prospettive per strategie terapeutiche personalizzate.<\/strong><\/p>\n\n\n\n Per studiare l\u2019origine dei noduli multipli nel fegato, i ricercatori hanno condotto un\u2019analisi multi-omica su 76 biopsie tumorali<\/strong>. L\u2019approccio multi-omico integra diversi livelli di informazione biologica, mutazioni genetiche, profili di attivit\u00e0 genica e caratteristiche del microambiente tumorale consentendo di ottenere una mappa molecolare completa della malattia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n \u00abL\u2019analisi multi-omica ci ha permesso di identificare differenze genetiche e molecolari tra noduli che fino a oggi sembravano simili\u00bb, spiega Charlotte Ng. \u00abCos\u00ec possiamo distinguere i tumori derivanti da un\u2019unica cellula originaria da quelli che si sviluppano in maniera indipendente tra di loro, ottenendo una visione molto pi\u00f9 precisa della biologia della malattia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n Lo studio ha identificato due principali traiettorie evolutive. Nel primo scenario, quello delle metastasi intraepatiche (IM)<\/strong>, si \u00e8 osservato come tutti i noduli derivino da una singola cellula tumorale \u201cmadre\u201d<\/strong> che si diffonde nel fegato generando lesioni secondarie. Queste noduli condividono alterazioni genetiche comuni, come ad esempio mutazioni nei geni PTEN<\/em><\/strong> o ARID1A<\/em><\/strong>, suggerendo che una singola terapia mirata potrebbe essere efficace su tutte le lesioni presenti nello stesso paziente. Inoltre, questi noduli mostrano anche caratteristiche cliniche pi\u00f9 aggressive, come una maggiore capacit\u00e0 di invasione dei vasi sanguigni, e un\u2019alterazione del sistema immunitario: le cellule T CD8+, fondamentali per il controllo tumorale, appaiono \u201cesauste\u201d, con una ridotta capacit\u00e0 di eliminare le cellule maligne.<\/p>\n\n\n\n Nel secondo scenario, ogni nodulo si sviluppa indipendentemente in un fegato gi\u00e0 compromesso da infiammazione cronica o cirrosi<\/strong>: si parla quindi di un\u2019origine multicentrica (MO)<\/strong>. In questo contesto si \u00e8 infatti osservato che i diversi foci presentano profili genetici distinti con un\u2019elevata eterogeneit\u00e0 molecolare, suggerendo che non derivino l\u2019uno dall\u2019altro. Le differenze tra noduli possono essere cos\u00ec marcate da farli sembrare tumori di pazienti diversi: rendendo insufficiente l\u2019analisi di una singola biopsiasingola per descrivere l\u2019intera malattia<\/strong>. Tuttavia, lo studio ha identificato alcune vie di segnalazione comuni, in particolare legate alle chinasi<\/strong>, che potrebbero rappresentare bersagli terapeutici condivisi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n Oltre ai tumori, i ricercatori hanno analizzato il microambiente<\/strong> circostante, ovvero il tessuto epatico che circonda i noduli e che comprende cellule immunitarie, componenti strutturali e segnali molecolari in grado di influenzare la crescita tumorale.<\/p>\n\n\n\n I risultati indicano che un fegato fibrotico e infiammato rappresenta un terreno fertile per la comparsa indipendente di nuovi noduli (MO), mentre un microambiente epatico caratterizzato da un minor grado di fibrosi e infiammazione \u00e8 pi\u00f9 favorevole per la diffusione di metastasi (IM). Questo conferma che l\u2019evoluzione dell\u2019HCC multifocale <\/strong>non dipende solo dalle cellule tumorali, ma anche dall\u2019ecosistema biologico circostante.<\/strong><\/p>\n\n\n\n \u00abIl nostro lavoro mostra che lo stato del fegato, e in particolare il grado di infiammazione e fibrosi, pu\u00f2 indirizzare il percorso evolutivo dei tumori\u00bb, sottolinea Salvatore Piscuoglio. \u00abQueste informazioni sono fondamentali per un approccio di precisione: comprendere il contesto biologico in cui crescono i tumori ci aiuta a progettare terapie su misura per ogni paziente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n Lo studio dimostra che il carcinoma epatocellulare multifocale non \u00e8 un\u2019unica entit\u00e0 biologica, ma un insieme di malattie con origini evolutive distinte. Questa distinzione ha importanti ricadute cliniche:<\/strong> nei casi di metastasi intraepatica, le terapie mirate contro alterazioni genetiche condivise possono essere efficaci su tutti i noduli, mentre nei casi di origine multicentrica \u00e8 necessario un approccio diagnostico pi\u00f9 ampio per cogliere l\u2019eterogeneit\u00e0 tumorale e guidare la scelta terapeutica.<\/p>\n\n\n\n Lo studio indica che superare il paradigma della biopsia singola e integrare l\u2019analisi multi-omica nei percorsi clinici pu\u00f2 permettere di stratificare i pazienti in modo pi\u00f9 preciso, consentendo<\/strong> di sviluppare strategie terapeutiche realmente personalizzate<\/strong>. Un passo avanti significativo verso la medicina di precisione in oncologia epatica.<\/strong><\/p>\n,protected:false},excerpt:{rendered: Il carcinoma epatocellulare (HCC), la forma pi\u00f9 comune di tumore del fegato, si manifesta spesso con pi\u00f9 noduli (o foci) all\u2019interno dello stesso organo. \u00c8 noto da tempo che questi noduli possono derivare da un singolo tumore originario oppure da tumori distinti che si sviluppano in modo indipendente. Tuttavia, un nuovo studio pubblicato su Molecular […]<\/p>\n,protected:false},author:24,featured_media:125033,comment_status:closed,ping_status:closed,sticky:false,template:,format:standard,meta:{_acf_changed:false,_kad_blocks_custom_css:,_kad_blocks_head_custom_js:,_kad_blocks_body_custom_js:,_kad_blocks_footer_custom_js:,footnotes:},categories:[2764],tags:[],class_list:[post-125035,post,type-post,status-publish,format-standard,has-post-thumbnail,hentry,category-ricerca],acf:[],yoast_head:\nDue percorsi evolutivi distinti<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Il ruolo del microambiente epatico e la medicina di precisione<\/h3>\n\n\n\n
Implicazioni cliniche e prospettive future<\/h3>\n\n\n\n