Scoperti i recettori sfruttati dal tumore per rieducare i macrofagi

Scienze Mediche Luglio 1, 2025
decoding=async

La ricerca apre la strada allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici per impedire la trasformazione pro-tumorale dei macrofagi, le principali cellule del’immunità innata

Uno studio pubblicato su Nature Immunology ha rivelato un nuovo meccanismo attraverso cui il tumore influenza il funzionamento del’immunità innata a proprio vantaggio: per la prima volta sono stati identificati i recettori che regolano la trasformazione pro-tumorale dei macrofagi. Sono chiamati “chemosensori” e sono già noti per il loro ruolo nel sistema olfattivo: impedire la loro attivazione da parte del tumore costituirebbe un nuovo approccio di immunoterapia basato sul’immunità innata, una strada finora ancora poco esplorata.

Lo studio, guidato da Diletta Di Mitri – professoressa associata di University e Group Leader presso IRCCS Istituto Clinico – è stato possibile grazie al sostegno di Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro e al finanziamento europeo TRANSCAN.

Tra i collaboratori anche il gruppo di Logan Walsh della McGill University in Canada e i clinici Massimo Lazzeri, Paolo Casale e Piergiuseppe Colombo, delle unità di Urologia e di Anatomia Patologica di IRCCS Istituto Clinico , che hanno fornito le biopsie di tumori prostatici con cui validare la scoperta in contesto clinico.

“Questa ricerca ci ha permesso di fare un passo avanti fondamentale nella comprensione di come il tumore moduli ’immunità innata”, spiega Diletta Di Mitri. “Aver identificato il principale canale di comunicazione con cui i macrofagi vengono manipolati nel microambiente tumorale apre la strada allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici.”

class=wp-image-42053

Chemosensori e reclutamento dei macrofagi

I chemosensori sono proteine tradizionalmente studiate nel sistema nervoso, in particolare per il loro ruolo nel’olfatto. Tuttavia, lo studio ha rivelato per la prima volta che questi recettori sono coinvolti anche nella attivazione dei macrofagi nel tumore.  

“I chemosensori rispondono alla presenza di molecole lipidiche, come ’acido palmitico, abbondanti nel microambiente tumorale. L’attivazione di questi recettori porta alla trasformazione dei macrofagi in un fenotipo pro-tumorale che favorisce la crescita e la metastasi del cancro,” spiega Giulia Marelli, prima autrice dello studio – Assistant Professor di University e ricercatrice del gruppo Di Mitri.

Nuovi approcci di immunoterapia: colpire i chemosensori per rieducare i macrofagi

La scoperta che i chemosensori regolano il comportamento dei macrofagi nel tumore ha grandi implicazioni terapeutiche, come dimostra il fatto che ’eliminazione di questi recettori in laboratorio ha portato alla regressione della malattia e a un aumento del’infiltrazione di cellule T reattive al tumore.

“Questi risultati suggeriscono che il targeting di questi recettori potrebbe alterare il microambiente del tumore in modo favorevole alla risposta immunitaria anti-tumorale, potenzialmente migliorando ’efficacia del’immunoterapia già in uso – gli inibitori dei checkpoint immunitari, che agiscono promuovendo ’azione dei linfociti T contro il cancro,” conclude Diletta Di Mitri.

See the life on campus

width=640
width=640
width=640
width=640