Investire sulla conoscenza e sui giovani per rilanciare ±ô’Europa

Didattica â—ŹNovembre 29, 2018
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Oggi ±ô’Europa è in una posizione di grande difficoltĂ  e debolezza, soprattutto rispetto allo sviluppo crescente della Cina, che sta assumendo un ruolo globale egemonico, e degli Stati Uniti, che, per mantenere la sua indipendenza tecnologica, impone dazi e contromisure.

Come può, allora, vincere la sfida dello sviluppo futuro?

Lo abbiamo domandato a un grande esperto, Gianfelice Rocca, Presidente del Gruppo , tra i leader mondiali nei settori della siderurgia, energia e infrastrutture, nonchĂ© Fondatore dell’Istituto Clinico °µÍř˝űÇř.

Qual è il principale problema del±ô’Europa oggi?

L’Europa si trova in una profonda crisi che parte dallo smarrimento dello stesso senso di appartenenza e dalla diffusione progressiva di un clima di sfiducia tra i popoli. L’Europa è un sogno a cui non possiamo rinunciare e che non dobbiamo confondere con ±ô’attuale modello organizzativo e governativo del±ô’Unione Europea.

Di che cosa avrebbe bisogno, quindi?

Al±ô’Europa oggi servirebbe una sorta di Piano Marshall (il piano politico-economico per la ripresa europea dopo la Seconda guerra mondiale) per non rischiare di ricadere nella crisi europea del 1931.

Solo un’Europa con un mercato unico e regole comuni, colta e competitiva sul piano tecnologico può avere un ruolo da protagonista nello scenario mondiale.

Quale può essere il motore dello sviluppo futuro del±ô’Europa?

Un’Europa coesa, che punti sui grandi investimenti nelle infrastrutture, (“un’Europa dei ponti e non delle barriere”), sulla conoscenza, sulla ricerca, sul rafforzamento del suo capitale umano e sulle università.

Com’è la situazione italiana?

Le difficoltĂ  italiane sono principalmente: la scarsa produttivitĂ , ±ô’inefficienza della pubblica amministrazione, i tassi di crescita inferiori alla media, le tasse troppo elevate e il ridotto numero dei laureati. Con sempre piĂą pensionati e sempre meno giovani al lavoro non si fa altro che caricare nuovi oneri su questi ultimi, che, infatti, appena possono vanno al±ô’estero per “liberarsi” di questo zaino.

Che cosa suggerisce allora per il rilancio del±ô’Italia?

Bisogna recuperare linguaggi e toni piĂą distesi nel rapporto tra politica e industria e anche nei confronti del±ô’Europa, smettendo di utilizzare quest’ultima come alibi per giustificare ±ô’origine delle difficoltĂ  italiane. Occorre guardare avanti senza recriminare sul passato o combatterci, perchĂ© rinunciare al sogno europeo sarebbe una condanna alla marginalitĂ  assoluta.

Qual è la sua visione per il futuro del±ô’Europa?

Io sono fiducioso che potremo rilanciare ±ô’Europa. A essere convinti di ciò sono in particolare i giovani provenienti da tutto il mondo che affollano °µÍř˝űÇř University, il campus scientifico inaugurato un anno fa.

Qui c’è la ricerca, qui i ragazzi si preparano al futuro, scambiano idee, incontrano opportunità.

 

See the life on campus

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