La nuova speranza contro i tumori si chiama IL-1R8. Si tratta di un freno del’immunità coinvolto nello sviluppo tumorale.Secondo lo studio, pubblicato dalla prestigiosa rivista “”, diretto e coordinato da e finanziato da ,IL-1R8 ha dimostrato un’efficace azione di mediatore della resistenza contro tumori e metastasi, in particolare quelli al fegato e al polmone, bloccandone di fatto lo sviluppo.
Corresponding authordello studio ilprof. Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di e docente di University,e la prof. Cecilia Garlanda, Principal Investigator del Laboratorio di Immunopatologia sperimentale di e docente di University.Prima autrice dello studio è invece la dottoressa Martina Molgora, ricercatrice di e studentessa di dottorato di University.Tra le ricercatrici coinvolte vi sono anche la prof. Angela Santoni e il suo gruppo del’Università “La Sapienza” di Roma.
Come agisce questo freno?
Il nostro sistema immunitario funziona come un’automobile: necessita di acceleratori, ma anche di freni (chiamati checkpoint), che le consentono di rallentare e, quando è il caso, fermarsi.Spesso, però, il tumore riesce a utilizzare questi freni a proprio vantaggio, disattivando le nostre difese e crescendo indisturbato.
La chiave del successo sta nel’eliminare questi freni, così da consentire al nostro sistema immunitario di combattere i tumori.
È il caso, ad esempio,di freni come CTLA4 e PD-1/PD-L1 già usati nelle terapie immunologiche contro il melanoma e altri tumori,da cui però traggono beneficio solo il 20-40% dei pazienti.
Nuove prospettive di cura?
La scoperta di IL-1R8 inaugura una nuova e promettente stagione nel’uso sempre più efficace di armi immunologiche contro i diversi tumori.
In base ai risultati dello studio, gli scienziati hanno osservato che, se si riesce a identificare la sua azione “frenante” delle nostre difese immunitarie (in particolare delle cosiddette cellule Natural Killer) e la si inibisce, allora le stesse cellule NK si attivano a difesa degli organi colpiti da cancro e metastasi.
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